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18 06 2017 gazzmn Alla grande festa che riempie la città suonano in 500

 

Alla grande festa che riempie la città suonano in 500
Al Campiani l’apertura e il concerto conclusivo
Piazze invase dalle note, dal rock alla banda
In Galleria Apollo
una cassa acustica
in legno di larice
realizzata nel laboratorio
di falegnameria e design
del liceo artistico
è rimasta a disposizione
degli allievi delle scuole
Al Conservatorio
Carla Delfrate
ha diretto l’orchestra
fondata da Fermi
ma lanciata all’esterno
dall’allora presidente
Sergio Cordibella: a lui
un commosso ricordo

Non saranno stati i mille
dell'anno scorso, per la
Festa della musica nazionale,
ma ieri almeno 500 persone
di ogni età si sono esibite in
città, 11 postazioni, dal Conservatorio
al lungolago, da piazza
Mantegna con il pubblico sulle
scale di Sant’Andrea ad ascoltare
cantautori dai capelli grigi, al
sagrato della Rotonda, con tamburi
e marimbe del Campiani,
mentre i sax pure del Conservatorio
erano davanti al Teatro Sociale
Sfidando il caldo, la gente è venuta
e la festa è stata di tutti. Gli
allievi delle scuole di musica cittadine,
Alfabetamusica, Nuova
Scuola di musica e il circolo Musica
Insieme, nella Galleria Apollo
di corso Umberto hanno potuto
esibirsi in una bellissima cassa
acustica in legno di larice, come
un grande cono alto 2,80 metri
e lungo 3,45, peso 300 kg realizzato
nel laboratorio di falegnameria
e design del liceo artistico
Giulio Romano. L’idea, ci spiegano
tre degli autori - Emiliano
Fanti, Geremia Montù e Lorenzo
Guidi - l'hanno copiata da un
designer lettone che voleva far
risaltare i suoni del bosco. In
una galleria invece ci sono gli autoritratti
degli studenti. La musica
c’è chi la suona o la canta, ma
anche chi la la lavora con legni
pregiati e parti elettroniche: è
Danilo Consolini, con laboratorio
a Boccadiganda, che produce
chitarre elettriche e mostra
tutto il processo sotto la Loggia
del Grano.
E dopo il tributo ai Beatles in
piazza Marconi, con il pubblico
assiepato ai tavolini dei caffè,
ma anche in piedi, ecco arrivare
la Banda Città di Mantova. Ed è
sempre emozionante.
Rock duro alle Pescherie, con
The Destroyng Laser (ragazzi di
Mantova, Roncoferraro e Sermide)
ad aprire. Le band sono venti,
un bel segno di vitalità musicale.
La gente si ferma qua e là
incuriosita, applaude, fotografa,
poi va a cercare le altre postazioni.
Più stanziali gli spettatori alla
Zanzara e sul lungolago Gonzaga
alla Fiera dei Mangiari.
È la prima volta che così tanti
musicisti dilettanti o professionisti
- come diventeranno gli studenti
del Campiani - si fanno
ascoltare nel centro di Mantova
dal pomeriggio a notte. Le postazioni
sono garantite da un centinaio
di magliette bianche, le
band si portano le chitarre, ma
trovano la batteria già pronta e
per ogni evenienza lo staff con la
scritta “crew” fa la spola in bicicletta.
Ma il Conservatorio fa la parte
del leone, con i suoi studenti nelle
postazioni in centro, ma soprattutto
nella bella sede di via
Conciliazione. Si comincia con
il saluto dell'assessore Andrea
Caprini nel giardino Sergio Cordibella,
il secondo chiostro appena
inaugurato. È contento di
vedere tanti ragazzi che suonano
in tutta la città. «Non sono
mille, ma quasi» è proprio lui a
dirlo. Si ferma ad ascoltare una
bambina che suona l'arpa, poi
studenti di flauto e fisarmonica.
Al Campiani arrivano anche i
cori dell'associazione Pomponazzo,
voci bianche e adulti, con
un programma pensato come
omaggio a Sergio Cordibella.
Molto apprezzati.
Cordibella, presidente emerito
del Conservatorio, l'anno
scorso era in prima fila nel chiostro
grande per il concerto estivo
dell'orchestra del Campiani.
Era il 21 giugno. Sarebbe morto
all'improvviso meno di dieci
giorni dopo. Così ieri sera appena
la maestra Carla Delfrate è salita
sul podio e la musica è salita
in cielo, era impossibile non
mandargli un pensiero. L'orchestra
del Campiani, come ha ricordato
la regista Giovanna Maresta
nella presentazione, fu fondata
per volere del direttore
Giordano Fermi. Ma fu Cordibella
con il direttore attuale Salvatore
Spanò a volerla lanciare sempre
di più e portarla fuori, a cominciare
dal concerto di musiche
di Nino Rota al Teatro Sociale.
Ma un numero cosi alto di studenti
come ieri sulla pedana
dell'orchestra non si era mai visto.
Musica straordinaria, struggente,
dolce e forte. Una squadra
vincente con una mister da
mondiali. E bravissimo il giovanissimo
violino solista, Riccardo
Lui; 3 giorni intensi di prove per
un concerto indimenticabile.
E se ad aprire la festa erano
state trenta chitarre di Voghera
che hanno improvvisato la marcia
nuziale per una sposa che
usciva da Sant'Andrea, a chiuderla
sono stati i ritmi meravigliosi
e un po’ esotici delle percussioni
del Campiani in piazza
Erbe.
Maria Antonietta Filippini